sabato 30 marzo 2013

VIVI UN SOGNO CON REAL TIME

E. Munch - L'urlo
La Nazione va a scatafascio e io che faccio? Guardo Real Time. Fondamentalmente lo faccio per due motivi: il primo è che se guardo il tg mi arrabbio, il secondo perché mi sono lanciata in un esperimento antro-socio-psico-culturale.
Punto Uno.
Se voglio un'informazione più pluralista possibile dovrei passare più della metà della giornata a seguire i diversi Tg che si inseguono, si smentiscono e si tallonano a vicenda. A ciò si aggiunge la Rete che secondo alcuni, soprattutto Uno, è l'occhio della verità, ma dato che, secondo me, è soltanto un punto di vista che si va a sommare agli altri, capite bene che il tempo raddoppia: solo moltiplicando i punti di osservazione si riesce a vedere la partita dall'alto, ma capite anche che con due figli a casa o ti isoli in soffitta e abbandoni i minori o rinunci e confidi nel buon senso altrui. Oppure ti ci dedichi di notte a questa complessa operazione, ma no...poi no...Orfeo ha il sopravvento. 
Quindi, in attesa di riconciliarmi con il mondo dell'informazione, sento il bisogno di leggerezza, quella voglia di festeggiare che anticipa la crisi, come quelli che fanno l'amore prima della guerra.
Punto Due.
Vi ricordate il tizio che per un mese si cibò esclusivamente da Mc Donald? Ecco, più o meno ho fatto lo stesso esperimento. Ci ho messo molto meno a verificarne i danni, una settimana mi è bastata, ma per tutto questo tempo ho guardato solo Real Time. 
ora vi racconto come è andata.
Inizialmente, come accade con le sostanze, mi sono sentita Bene. Ho imparato un sacco di cose che non sapevo, tipo che ora so come stendere un fondotinta liquido o farmi il trucco giusto per un vernissage. So anche decorare il pavimento in modo che sembri un tappeto finto o costruire un lampadario con degli occhiali vintage scovati ai mercatini. All'inizio mi sentivo in grado di fare tutto, una senso di onnipotenza completamente sganciato dall'esame di realtà, perché l'effetto patinato dura fintanto che sei coinvolta dalle immagini dello schermo e dalla voce suadente di quelle signorine gentili e sorridenti che infondono fiducia anche ai più imbranati. È come stare su una nuvoletta ma, dico la verità, non mi è mai passato per la testa di spegnere la tv, prendere chiodi e martello o acquistare un nuovo rimmel...mi bastava la sensazione...vedere poi le cucine sporche dei ristoranti mi ha certamente colpito...positivamente: me ne sto a casa che è meglio, risparmio, guardo Real Time. Ma è proprio qui che scatta la prima sensazione di dipendenza: se sto a casa a cucinare...CHE CUCINO??? Non c'è problema! Su Real Time trovo ricette facili, ricette eleganti e raffinate, una signorina con figli bravissimi, in un'atmosfera anni '50 mi spiega come addobbare la casa con gusto e servire il tè alle amiche tenendo la tazzina con il mignolo alzato! Peccato che i miei figli non sono silenziosi e ubbidienti, peccato che pasticcio in cucina e che quindi non posso invitare le amiche in a bere il tè!!! Ok..inizio ad innervosirmi. Forse non sono brava a far tutto...Però sono in forma, questo sì. Non mangio patatine con formaggio fuso ad ogni pasto né mi cibo solo di insalata. Anche se, a dir la verità, quel personal trainer così carino...ma no, non sono abbastanza sovrappeso. Per quanto riguarda i figli seguo la Supernanny (vedi Caos e supernanny) quindi creo il tabellone con le faccine-premio e li sistemo. Dopo lo faccio. Ora posso invitare le amiche. Ma prima guardo come si fa a decorare le torte con quella fantastica pasta di zucchero...mmmm...ma come fanno a non leccarsi le dita?? Meglio non pensarci, prima hanno parlato degli effetti degli zuccheri e ho visto le interiora come diventano...meglio di no. 
Bene, ho ritrovato l'equilibrio. Sono pronta ad avventurarmi nel mondo delle malattie imbarazzanti e della chirurgia plastica; qui ci vogliono stomaci forti. Ne esco fortificata, dai miei difetti. Ed ora quella che per me è la ciliegina: 24 ore in sala parto! Le gravidanze di Real Time avvengono in un mondo a parte. Per fortuna non sono più incinta quindi non mi spavento più. 

Non mi spavento più a vedere ostetriche che non vanno d'accordo, che mascherate da personcine attente e a modo, non perdono occasione per rifilarti monitoraggi e gas anestetici perché "non si preoccupi signora, che non passa al bambino"...e dopo 5 minuti "preparatevi per un cesareo d'urgenza!".
A questo punto sono esausta, sto iniziando a soffrire di alienazione, mi sto staccando dalla realtà; dopo essermi immedesimata nella donna che è stata 50 ore in travaglio perché ha voluto un parto naturale, rischio di dimenticarmi della mia meravigliosa esperienza e a credere che quella sia davvero Real-tà.
Amo i miei figli incasinati e disubbidienti, la mia casa in disordine e la mia tazzina del caffè senza manico che offro solo alle amiche più fidate. Amo i gatti e il cane che mi gironzolano intorno e non mi importa se i tovaglioli non sono coordinati con il centrotavola, se la panca fuori è da riverniciare, se improvviso ricette improbabili con quello che rimane nel frigo.
Mi sono liberata! E sono più leggera! 
Ora torno alla realtà e...guardo il tg...



domenica 10 marzo 2013

sabato 9 marzo 2013

DONNE A NUDO

Bene. L'8 marzo è passato e si è portato via la Festa della Donna. Quindi, tra pon pon di mimosa in via di essicazione, possiamo tornare a riproporre DONNE NUDE. 
Sì perché l'8 marzo l'informazione funziona così: è d'obbligo parlare di parità e discriminazione, di donne velate, di femminicidio. Qualcuno azzarda a citare le schiave-bambine, ma è opportuno citare anche la storia di una qualche donna straordinaria e, ovviamente, un minimo di cenno storico alle origini della Festa (giusto per smorzare l'aspetto più commerciale della ricorrenza). Poi le immagini del capo dello Stato che omaggia  con i fiori le donne onorevoli (quasi a sottolineare l'eccezionalità della loro presenza nella politica) e infine, l'intervista allo spogliarellista del momento. Un sottile gioco di pesi e contrappesi in un equilibrio precario: ne esce l'immaginario complesso di una donna che fondamentalmente non sa chi è e cosa ci sta a fare. 
Le vallette di una nota trasmissione riassumono perfettamente quest'ambivalenza: sono belle, giovani, non troppo svestite, decorative e di contorno al conduttore, ma parlanti. L'intento è dimostrare che non sono solo belle, ma anche intelligenti (ma siamo ancora a questo punto????) e nel farlo io mi chiedo se è una scelta intelligente prestarsi a questo gioco perverso che ti fa tornare sempre alla stessa invariata questione. Come dire: "siamo intelligenti, quindi non avremmo bisogno di fare da abbellimento, ma siccome siamo intelligenti siamo qui proprio per dimostrartelo". Aiuto. Mi sento risucchiata da un vortice. 

Fondamentalmente è meglio ristabilire uno scenario rassicurante, quindi dal 9 marzo è bene riproporre  la donna nuda, sfacciatamente  sbattendotela in faccia in un Tg (tipo uno di quelli seri che vanno in onda su Italia Uno alle ore 12.30) o velatamente attraverso il servizio sulla mastoplastica additiva, giusto per non cambiare troppo le carte in tavola, si sa mai che la società si destabilizzi, e si rischi di interferire con quella cultura del femminile sexy che abbiamo talmente interiorizzato che ci sentiamo gratificate se troviamo il modo di sedurre. 
Certo è che assistere alla notizia dell'efferato omicidio di una donna seguìta da quella della rivoluzionaria possibilità di vedere in 3D una donna nuda su Playboy online, mi fa inevitabilmente pensare che siano due scene dello stesso film...

mercoledì 6 marzo 2013

“C'ERA UNA VOLTA...IL PARTO"

Ieri sera dalle 18 alle 20, in via Palestro 66 a Cremona, si è svolto il primo incontro della seconda edizione del ciclo di incontri "C'ERA UNA VOLTA...IL PARTO" organizzato dal Collegio Delle Ostetriche della Provincia di Cremona.


Il tema dell'incontro di ieri, "LE DONNE SCRIVONO...DOPO AVER PARTORITO", è stato introdotto dalla Presidente Del Collegio Anna Maria "Stefania" Cristiani con una premessa che condivido profondamente: quando le donne che partoriscono compaiono sul giornale è in gran parte per segnalare fatti gravi, ma non si racconta mai di come le donne, con l'esperienza della maternità, riescano a produrre qualcosa di bello e a fare cose che mai avrebbero pensato di riuscire a fare prima. Per contribuire quindi a nutrire una buona cultura della nascita io e altre due donne siamo state ospitate per raccontare la nostra storia e per leggere i nostri scritti, partoriti a loro volta a seguito di vicende personali profonde e toccanti che hanno innescato una miccia inarrestabile. Ecco così che insieme a Elisa Dedé e Alessandra Cortesini, abbiamo proposto i nostri contenuti e dialogato con le presenti donne e ostetriche.
Io ho detto quello che emerge anche da questo blog, e comunque non ho intenzione di parlare di me ma di Elisa e Alessandra che sono state intense ed emozionanti!
Elisa, timida ma potente, ha scritto un libricino bellissimo dedicato ai bimbi nati prematuri, che introduce così "Questa fiaba è stata scritta per tutte le mamme che, come me, si sono ritrovate in una realtà come quella della patologia neonatale di Bergamo. È un luogo sconosciuto, a molti sembra lontano, in realtà c'è ed è come un alveare in continuo fermento, formato da esseri tanto piccoli e fragili, quanto forti e tenaci...

Elisa ci reso partecipi narrando la storia di una donna che si è sempre fidata delle sue sensazioni ed emozioni, ha saputo ascoltarle trovando in questo l'energia positiva necessaria; sostenuta da persone care che hanno creduto in lei, ha trovato la forza e la positività per affrontare un mondo medico spesso freddo e sterile (che crede ancora che il contatto umano non si terapeutico, evidentemente, ndr) e non solo, ma ha saputo trarre da questa vicenda in cui tutto si ribalta all'improvviso, una nuova unità familiare.

Alessandra invece, un po' imbarazzata e molto ironica, ha raccontato il diario dei suoi tre parti presentandolo così: "ho dato alla luce tre figli e una mamma nuova"!
La sua è una storia in cui si alternano aspettative, disillusioni e TENACIA. Alessandra è uscita dal bozzolo passando attraverso tre parti, evolvendosi tra l'uno e l'altro e contagiando anche tutti quelli che le sono stati vicino, trovando nuova vita non solo per sé ma anche per la sua famiglia.

Infine la riflessione si è spostata sull'importanza di raccontare la storia della nascita, come elemento fondante della propria identità, ma anche come anello di connessione tra tutte le donne.

Ci saranno ancora due incontri quindi....

Venite venite dico! Donne e uomini venite! l'ambiente è molto accogliente e familiare tutto decorato con fiori colorati, dono per ogni partecipante, ma soprattutto ci si emoziona e ci si commuove così come ci si scioglie davanti ad un neonato. inoltre è una preziosa occasione per fermarsi a riflettere su temi che sono nientepopò che le fondamenta della nostra vita. 
Se le donne tutte, madri, nonne, ostetriche ecc. non si sentono chiamate in causa in queste occasioni allora forse c'è qualcosa che non funziona e non vorrei iniziare a pensare davvero che ci hanno espropriato anche della legittimità del nostro pensiero!

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giovedì 14 febbraio 2013

CAVALLINO A DONDOLO O TABLET?

Le feste sono passate, ma arrivano compleanni, comunioni e cresime. Ogni genitori si trova di fronte al dilemma di qual'è il regalo giusto per il proprio figlio. Un buon libro è in competizione con un gioco interattivo o un videogioco, allettante e pubblicizzato. Molto più di un buon libro appunto. Così anche noi che vogliamo girare pagine di carta e scoprire nuove e storie e nuove immagini, ci troviamo in competizione con la tv e la pubblicità che ci fanno vedere giochi che si muovono da soli, luci e fuochi artificiali.

"Per il mio compleanno VOGLIO il Nintendo!"

E già lo sai che dovrai contrattare modi e tempi di utilizzo, ingaggiare lotte sopportare  capricci. Ma sai anche che tenerlo occupato mentre te lo porti dietro quando vai in pizzeria, solleva te dalla fatica di sollevare lui dalla noia di stare con tanti grandi.
C'è chi si oppone finché può a cedere all'acquisto di un tablet e chi invece sostiene che tanto vale perché questo sarà il loro mondo, un mondo con cui cerchiamo di stare al passo, pur sapendo che saremo sempre un tantino più indietro di loro che, con questo modo di comunicare ci sono proprio nati.
Bene, ho detto tutte le mie banalità. ORA STOP! RESET! REWIND!
Ci sono almeno un  paio di errori in questo testo.
1. Non si può utilizzare il termine "competizione". Non si può pensare che un gioco annulla l'altro, che un libro è MEGLIO di un ebook. Semplice no? Per quale pregiudizio pensiamo che siano due alternative? Il gioco sano e quello pericoloso? Insomma, se si pensa che siamo in guerra allora è una guerra persa. È come mettere in competizione un buon gelato con un piatto di broccoli cotti al vapore, per un bambino. A mia figlia piacciono molto i broccoli così come ama il gelato e può mangiare l'uno e l'altro, così come impara un sacco di cose giocando al tablet o si perde un pomeriggio con un cavallino di stoffa! 
2. Il videogioco non può essere un modo per sollevarci dall'essere genitori. Sento dire le stesse cose che si dicevano anni fa tipo "È giusto mettere i bambini davanti alla tv?". Insomma, parliamoci chiaro: tutti abbiamo bisogno di momenti di pausa e di svagare la mente così come tutti ci siamo trovati nell'impegnativa situazione di contenere i propri bimbi in contesti non fatti su misura per loro. A mio parere possiamo scegliere tra: costruire situazioni SEMPRE a misura di bambino, aiutarlo a comprendere invece che NON SEMPRE tutto è fatto per lui, ma ci sono anche tempi dei grandi a cui lui può partecipare,  lasciargli il suo tempo per giocare al pc, mentre noi siamo lì e ci interessiamo al suo gioco e sicuramente almeno un'altra alternativa, anziché trasmettergli il messaggio: "toh, tieni il Nintendo e sparisci per un po' che così respiro anch'io"! Anche la fatica stessa di contrattare continuamente le regole del gioco è un importante fase del processo di crescita, in cui si ridefinisce ogni volta la relazione genitore-figli.
3. L'esempio vale più di mille parole. Per quanto tempo i nostri bimbi ci vedono al pc, al cell, col tablet? Ho detto tutto, ed è lo stesso sottinteso al post del CIUCCIO...


lunedì 11 febbraio 2013

Blog Tank: Il primo dono che fai a tuo figlio è il nome



Poche, dense, liquide sillabe. Due al massimo. Nessuna possibile storpiatura. Con queste chiare idee impresse già nella nostra storia di bimbi chiamati, urlati e sussurrati ci siamo immersi nella ricerca per recuperare il suo nome nascosto da qualche parte ma già suo.
La lista dei nomi maschili è rimasta scarna per un po', ma OLMO troneggiava su tutti. OLMO, OLMO...albero solitario e forte. Nome antico, di campagna. Profuma di autenticità e di sano lavoro. Di soddisfazione. Riempie la bocca. Suscita rispetto. Olmo. 
Ma oggi? Un bimbo che si chiama Olmo? Si vergognerà? Lo prenderanno in giro? No, se conoscerà da subito la sua storia, se lo portiamo tra gli alberi e lo facciamo arrampicare sui rami di  olmo. No, se vedrà l'orgoglio di Olmo Dalcò.
Olmo ora ha quasi sette anni. È alto. È amato. È riconosciuto. Ed è il fratellone di Iole...ma questa è un'altra storia...




CORSO DI SOPRAVVIVENZA TRA I BACILLI

No, non mi sono stancata di scrivere. Anzi, in realtà ho tante di quelle idee in testa che mi sembra di impazzire. Motivo? L'influenza stagionale. Questa maledetta influenza non ha nemmeno colpito me! Probabilmente sono diventata così acida e tesa che i bacilli mi stavano alla larga. Marito, figlio 1 e figlia 2 colpiti in successione. Ciò significa, badate bene, che dopo una settimana guarisce uno e comincia l'altro...finisce l'altro e comincia l'altra ancora...per fortuna siamo solo in quattro. Ciò significa anche che se credi di poterti ritagliare uno spazietto per te in ore diurne per dare sfogo ai tuoi pensieri te lo puoi anche scordare. Nel tempo "libero" che ti rimane ci sono mille altre cose da fare e da mettere a posto! AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHH!  OMMMMMMM....Alla fine si spera quasi di potersi ammalare per RILASSARSI il che è grave segnale di perdita di controllo. QUINDI, per non trascinarvi nel mio delirio ritorniamo alla disciplina. 
Alunni decimati. Il primo indice di alto rischio di contagio. 
  • Primo: prepararsi psicologicamente perché prima o poi ci tocca. Come alla roulette russa, chissà a chi toccherà per primo. Di solito non alla mamma, perché per qualche oscuro motivo forse riconducibile al possesso di ovaie, la donna investe tutte le sue energie nella cura degli altri. Proprio in maniera inversamente proporzionale a come l'uomo si abbandona a se stesso lamentandosi. Scusate, mi è salita un po' di acidità, ma il quadro mi ha scardinato lo stereotipo che non ho saputo ricacciare indietro. Scusate ancora.  Come prepararsi? Motivandosi come nei film americani: ripetersi continuamente che ce si può fare. 
  • Secondo: come in tempo di guerra, farcire la dispensa alimentare. Stendere un menu a base di piatti semplici e veloce preparazione. I malati si sa, non hanno tanta fame e si rischia di avere avanzi, quindi meglio materie prime non elaborate e facilmente digeribili. 
  • Terzo: Allertate nonni e amici: quando avrete l'acqua alla gola, uscite di casa altrimenti rischiate di ammazzare qualcuno. Meglio che i figli non vi vedano in questa condizione. Sono naturalmente e benevolmente egoisti, non capirebbero e si sentirebbero in colpa per i vostri malumori. Qualcuno dovrà pur essere disposto ad esporsi al contagio per salvare una famiglia!
  • Quarto: la farmacia. Chi come me usa prodotti omeopatia deve ricontrollare tutte le confezioni di granuli, valutare le giuste combinazioni e le date di scadenza, ovviamente. È opportuno mettere per iscritto la cura da fare scrivendola in maniera semplice, chiara, leggibile senza note o ambiguità in modo che chiunque altro, oltre a voi, riesca a somministrarla (ce l'ho fatta a buttar giù lo stereotipo! YEAH!)
  • Quinto: attendere con pacifica rassegnazione lo snocciolarsi degli eventi.
Ci siamo. Lo so, è più brutta di quanto ci si aspettava, le giornate sono interminabili, la noia è TOTALE. Si tiene tutto vicino: LIBRI, TV, PC, GIOCHI VARI. Cartoni visti e rivisti almeno 300 volte. L'invocazione "MAMMAAAAA!!" aumenta come le contrazioni prima del parto. Almeno una ogni 5 minuti. COCCOLE COCCOLE CALDE AI CUCCIOLI MALATI (questa è la parte più bella, è raro goderseli vicini per così tanto tempo...:-). 


SCENARI APOCALITTICI. Fazzoletti ovunque. Odore di aerosol e oli essenziali. Volti sconvolti. Noi ci aggiriamo leggiadre tra i bacilli che ci scansano.. porta acqua, copri, prepara, metti a posto. Per fortuna c'è l'amica che con i suoi msg ti tira su il morale!

ORA VEDO LA LUCE. CE L'HO FATTA IO, CE LA FATE ANCHE VOI. CORAGGIO.



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