sabato 9 marzo 2013

DONNE A NUDO

Bene. L'8 marzo è passato e si è portato via la Festa della Donna. Quindi, tra pon pon di mimosa in via di essicazione, possiamo tornare a riproporre DONNE NUDE. 
Sì perché l'8 marzo l'informazione funziona così: è d'obbligo parlare di parità e discriminazione, di donne velate, di femminicidio. Qualcuno azzarda a citare le schiave-bambine, ma è opportuno citare anche la storia di una qualche donna straordinaria e, ovviamente, un minimo di cenno storico alle origini della Festa (giusto per smorzare l'aspetto più commerciale della ricorrenza). Poi le immagini del capo dello Stato che omaggia  con i fiori le donne onorevoli (quasi a sottolineare l'eccezionalità della loro presenza nella politica) e infine, l'intervista allo spogliarellista del momento. Un sottile gioco di pesi e contrappesi in un equilibrio precario: ne esce l'immaginario complesso di una donna che fondamentalmente non sa chi è e cosa ci sta a fare. 
Le vallette di una nota trasmissione riassumono perfettamente quest'ambivalenza: sono belle, giovani, non troppo svestite, decorative e di contorno al conduttore, ma parlanti. L'intento è dimostrare che non sono solo belle, ma anche intelligenti (ma siamo ancora a questo punto????) e nel farlo io mi chiedo se è una scelta intelligente prestarsi a questo gioco perverso che ti fa tornare sempre alla stessa invariata questione. Come dire: "siamo intelligenti, quindi non avremmo bisogno di fare da abbellimento, ma siccome siamo intelligenti siamo qui proprio per dimostrartelo". Aiuto. Mi sento risucchiata da un vortice. 

Fondamentalmente è meglio ristabilire uno scenario rassicurante, quindi dal 9 marzo è bene riproporre  la donna nuda, sfacciatamente  sbattendotela in faccia in un Tg (tipo uno di quelli seri che vanno in onda su Italia Uno alle ore 12.30) o velatamente attraverso il servizio sulla mastoplastica additiva, giusto per non cambiare troppo le carte in tavola, si sa mai che la società si destabilizzi, e si rischi di interferire con quella cultura del femminile sexy che abbiamo talmente interiorizzato che ci sentiamo gratificate se troviamo il modo di sedurre. 
Certo è che assistere alla notizia dell'efferato omicidio di una donna seguìta da quella della rivoluzionaria possibilità di vedere in 3D una donna nuda su Playboy online, mi fa inevitabilmente pensare che siano due scene dello stesso film...

5 commenti:

Anonimo ha detto...

sono allibita!

Laura Vernaschi ha detto...

Da cosa?? :-O

Gaia ha detto...

Un po in ritardo.... Le tue parole calzano, fanno riflettere.... Ma forse siamo noi donne che non sappiamo più cosa siamo, cosa vogliamo e quale può essere il nostro ruolo.... vogliamo una parità che non ci può essere , nella coppia, nei ruoli madre/padre che non possono essere interscambiabili...
Quello che dobbiamo capire è che la forza è nelle nostre mani e che nessuno ha il diritto di trattarci come non vogliamo.... E se poi qualcuna vuole andare a fare la spogliarellista, è libertà di farlo se è ciò che vuole, come decidere di fare la segreteria o il medico...

Laura Vernaschi ha detto...

Ciao Gaia, benvenuta. Penso che quando ci lasciamo descrivere dagli altri o commettiamo un grave errore o dimostriamo di navigare nel buio.E purtroppo credo anche che il "maltrattamento mediatico del femminile" abbia una correlazione con il maltrattamento della persona, quello che i media insistono tanto a condannare, ma che allo stesso tempo esaltano.

Anonimo ha detto...

Tanto il destino di noi donne e' questo se si vuole avere un lavoro poiche' le alernative scarseggiano sai la professionalita' e il buon senso non bastano o forse bastano per un contratto a tempo determinato e l'effetto dura ben poco